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Turismo enogastronomico, alla scoperta dei sapori della tradizione modenese

26/nov/2013 16:46:24 Scritto da admin admins

Quando si visita una città, oltre alle bellezze artistiche e culturali, è doveroso conoscere e, in questo caso degustare, i piatti della tradizione locale. I prodotti tipici di Modena quali il parmigiano, il lambrusco, i tortellini, le tigelle e il gnocco, sono conosciuti ormai a livello nazionale e internazionale. Il Lambrusco è il famoso vino dal colore rosso brillante, frizzante o spumante, dal gusto sapido, corposo, che ben si sposa con tutta una serie di cibi, soprattutto quelli locali. Il Lambrusco di Modena è tra i vini più rinomati prodotti nella provincia, conosciuto sin dal tempo degli antichi romani e molto apprezzato anche dai Duchi Estensi che pare avessero delle buone scorte nelle cantine.

 

Altrettanto conosciuto è il Parmigiano Reggiano, esportato in molte parti del mondo e, purtroppo, anche imitato e contraffatto. L'originale ha una crosta dorata, con uno spessore di circa 5 mm e una consistenza variabile a seconda della stagionatura. La pasta è di colore giallo paglierino, morbida, friabile, leggermente granulosa. Il sapore si spande lentamente all'interno della bocca, lasciando fluire tutte le fragranze. La stagionatura deve essere di almeno 12 mesi. I tortellini sono un piatto della tradizione oggi consumato secondo differenti ricette. Il ripieno a base di carne è ricoperto da una sottile pasta sfoglia all'uovo che viene lavorata a lungo fino raggiungere uno spessore molto sottile. In passato questo piatto veniva preparato in occasione delle festività.

 

 

 

Il gnocco e le tigelle hanno un impasto simile, ma differiscono per lo spessore con cui vengono stesi. Il gnocco ha uno spessore di circa 3 mm, tagliato a forma di rombo, viene fatto riposare e poi fritto. La tigella invece, che prende impropriamente il nome della pietra refrattaria su cui veniva cotta, viene stesa con uno spessore di circa 5 cm e un diametro di 8-10 cm. Entrambi accompagnano salumi e formaggi, ma la tigella veniva consumata prevalentemente con un battuto d'aglio e rosmarino chiamato aglione o cunza.

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